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Sono più di un migliaio i morti e i dispersi nell'isola di Mindanao, a causa della tempesta Washi che si è abbattuta nel sud delle Filippine lo scorso 16 dicembre. Interi villaggi sono stati spazzati via, strade e ponti distrutti, circa 47.000 persone sono rimaste prive di abitazione, vestiti e cibo. Il governo ha proclamato lo stato di calamità naturale.
Da una prima indagine condotta dai partner di CBM, risulta che 225 bambini e adulti con disabilità in grave difficoltà sono stati identificati e ospitati presso i centri di evacuazione. Si stima che un numero compreso tra 2.000 e 4.000 siano le persone disabili in stato di emergenza a causa delle alluvioni.
Gli ultimi mesi del 2011 saranno ricordati nel sud-est asiatico per le incessanti alluvioni che hanno colpito diverse città della regione e provocato centinaia di vittime.
Complessivamente ad oggi sono più di 8 milioni e mezzo le persone colpite dalle incessanti alluvioni protrattesi da luglio ad oggi. Si tratta di un evento naturale di portata catastrofica per tutti gli abitanti delle aree interessate, e ancor di più per le persone affette da disabilità.
La disabilità, infatti, li rende ancora più vulnerabili in situazioni di emergenza come quella che si sta verificando in questi giorni. Per loro diventa difficile non solo sopravvivere alle catastrofi naturali ma anche accedere ai servizi di terapia e riabilitazione di cui hanno bisogno.
Si contano circa 800.000 vittime che le piogge monsoniche hanno disseminato tra Filippine, Vietnam, Cambogia e Thailandia negli ultimi mesi. Sebbene se ne prevedesse la fine verso la fine del mese di ottobre, non è stato così e si continuano a sommare i danni.
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