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Filippine: ingenti i danni provocati dalla tempesta Washi
 
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  La tempesta tropicale Washi ha provocato, a partire dallo scorso dicembre, forti venti e pesanti piogge nella regione filippina di Mindanao causando gravi inondazioni, alluvioni e frane nell’area. Per oltre un mese la pioggia è caduta incessantemente per più di 12 ore al giorno.
Ad oggi le zone più colpite sono Cagayan de Oro e Iligan sulla costa settentrionale di Mindanao.
In alcuni punti il fango prodotto dai fiumi è cresciuto 3 metri in meno di un'ora, provocando catastrofi simili a quelle dello tsunami, con interi quartieri e villaggi spazzati via. Le inondazioni arrivano nelle prime ore del mattino, uccidendo molte persone che non hanno il tempo di mettersi in salvo.

Secondo l’Ente nazionale di riduzione del rischio catastrofi (NDRRMC) a partire dal 26 gennaio, circa 1.168.726 persone sono state colpite da Washi. 1.268 le vittime, 181 i dispersi e 6.071 i feriti. Sono state 52.435 le case distrutte, la tempesta ha spazzato via ponti e reso impraticabili molte strade, isolando così comunità isolate e remote. Il Dipartimento dell'Agricoltura filippino ha confermato che circa 8mila ettari di coltivazioni (riso, mais, ortaggi, frutta) sono andati distrutti, insieme a 12 ettari di produzione di acqua dolce.

Il governo e le organizzazioni internazionali hanno individuato i bisogni prioritari della popolazione e le fasce più vulnerabili che richiedono un’assistenza immediata.
Da una prima analisi risulta che 370.000 persone necessitano di un alloggio e 250.000 hanno bisogno di aiuti alimentari d'emergenza. Migliorare l'accesso all’acqua salubre e i servizi igienici per circa 150.000 persone della regione è un’altra importante priorità. Altre urgenze fondamentali sono: l’erogazione di servizi sanitari, la distribuzione di beni primari e il coordinamento degli aiuti umanitari.
 
La condizione delle persone con disabilità è particolarmente preoccupante. In questo momento i disabili sono isolati ed emarginati. Il governo filippino, stando ai dati di una prima indagine nazionale, ha evidenziato chele persone disabili non hanno accesso ai centri di evacuazione. Il governo, insieme alle organizzazioni umanitarie presenti sul territorio tra cui CBM, sta individuando le persone con disabilità per portare assistenza e aiuti.
 
Ad oggi solo 120 persone disabili hanno trovato rifugionei centri di evacuazione dove hanno potuto beneficiare di beni primari e dell’assistenza di primo soccorso, tuttavia l'assenza di una corretta gestione dei centri ha portato all'isolamento delle persone disabili. Alcuni di loro, infatti, hanno preferito tornare nelle loro abitazioni danneggiate, viste le difficoltà che hanno incontrato presso i centri di evacuazione.

CBM i suoi partner locali sono al lavoro per raggiungere un numero crescente di disabili sfollati che vivono in aree remote e non ancora servite dal governo centrale.  
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