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Sono tante le storie che arrivano dai Paesi in cui operano i cooperanti di CBM.
Storie che parlano di rinascita, riscatto e speranza.
E’ il caso di Zuba. Una giovane donna nata in Tanzania che, grazie ai medici di CBM, è riuscita a riscattarsi dalla disabilità e oggi può finalmente occuparsi dei suoi figli e della sua famiglia.
La sua esperienza rappresenta quella di tante altre donne che nei Paesi in Via di Sviluppo sono a rischio disabilità solo perché non possono permettersi il costo di un’operazione chirurgica.
Quando Zuba è rimasta incinta di Grace, la sua ultima bimba, ha cominciato gradualmente a perdere la vista a causa della cataratta. All’epoca aveva già altri figli, ma suo marito, accorgendosi che non riusciva più a essere “utile” alla famiglia, l’ha abbandonata. All’improvviso Zuba si è sentita inutile e impotente perché perdeva via via la sua autonomia a causa della cataratta.
Un giorno i suoi vicini di casa le hanno raccontato che gli operatori di CBM avrebbero visitato i pazienti in una clinica oculistica mobile allestita proprio nel suo villaggio.
Zuba è stata così visitata dai medici di CBM, portata in un ospedale vicino al villaggio e operata. Non solo è riuscita a vedere Grace, quand’è nata, ma è anche tornata a occuparsi degli altri figli.
Nei Paesi più poveri del mondo, le donne che presentano una qualsiasi forma di disabilità vengono emarginate, private di qualsiasi ruolo. In alcune aree la disabilità viene vissuta come una sorta di “colpa” di una precedente vita. E’ così per gli induisti, ad esempio.
In altre aree del continente africano, invece, le donne e i bambini disabili vengono stigmatizzati e accusati di essere “stregoni”, di portare il malocchio nella comunità e per questo sottoposti a feroci riti di esorcismo.
Per riportare la luce e la speranza nella vita di queste mamme, CBM ogni anno opera 300.000 donne di cataratta.
Per la Festa della Mamma, è possibile aiutare le donne cieche.
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